E DI NOTTE TREMO ANCORA - Pietro Millenotti
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E DI NOTTE TREMO ANCORA

About This Project

2015/2016

L’entità di un danno, alle persone, alle cose, ci viene spesso di misurarla facendo riferimento alle ferite e alle macerie. Quanti morti quanti ricoverati quante case fabbriche negozi distrutti pericolanti inagibili. Le crepe le piaghe i morti le rovine.

“E di notte tremo ancora non parte da lì. Non parte dalla volontà di voler documentare quanti calcinacci sono rimasti tuttora sulle strade per le piazze lungo le vie dei paesi colpiti dal terremoto del Maggio 2012. A tre anni di distanza questo progetto ruota intorno all’idea di raccontare come il sisma abbia modificato i luoghi che ha colpito, e di conseguenza, come abbia cambiato la vita delle persone che questi territori li abita da sempre.

Per quanto tempo dovremo dormire in un container in un campo illuminato in un quartiere nuovo circondato da parcheggi. Per quanto tempo prenderemo l’amaro al bar Sport dentro una tensostruttura. Per quanto tempo andremo a prenotare viaggi a comprare il pane i fiori le sigarette l’anello di matrimonio dentro prefabbricati in legno o in lamiera. Non sono domande. Quando una condizione temporanea diventa un modus vivendi , smetti di mettere il punto interrogativo al fondo delle frasi e metti un gazebo accanto al tuo container, costruisci una chiesetta di legno, tiri su una statua di padre Pio in un punto del campo, una scuola nuova nella prima periferia del paese, una biblioteca… Dopo tre anni la precarietà diventa quotidianità e ti abitui a non andare in piazza per la messa, la spesa, per portare i bambini a scuola. Ti abitui ai nuovi centri sorti ai margini del paese, in antitesi con la loro stessa natura: nuovi centri DE centralizzati, incapaci di raccontarti le tue radici, veloci nell’insinuarti una forte e pesante sensazione di stallo nella provvisorietà.

“E di notte tremo ancora” prova a restituirci la consapevolezza che l’entità del danno causato dal terremoto del 20-29 Maggio 2012 non si quantifica “solo” in detriti e vite perse. Il danno si misura anche, e tutt’ora, nelle vite che continuano tra la precarietà e un nuovo che si impone per necessità.

Eleonora Tirelli

Category
PROGETTI
Tags
terremoto